Pubblicato 2013-06-25
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Abstract
Il presente lavoro è una serie di osservazioni raccolte negli anni, riguardo alle esigenze dell'abete bianco e del pino laricio in fatto di terreno e agli effetti di queste due specie forestali sulla pedogenesi. Le esigenze sono molto diverse: mentre l'abete bianco pretende suoli profondi, ben strutturati e costantemente umidi, il pino laricio riesce a vegetare addirittura su accumuli di detriti rocciosi, privi di materiale fine. In particolare, l'abete soffre la presenza di orizzonti compatti vicino alla superficie. In questa situazione è spesso soggetto ai crolli, perché le radici non riescono a svilupparsi in profondità per assicurargli un adeguato ancoraggio al suolo. Entrambe le specie possono influire negativamente sulla conservazione del suolo tramite lo stemflow. Nell'abete, su superfici declivi, questo tipo di soluzione provoca un’erosione localizzata alla base del tronco, mentre nel pino, in virtù della sua elevata acidità, causa la degradazione delle porzioni di suolo poste allo sbocco dei canali corticali.